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Santini, Filippo

Filippo Santini
N.
M.

Relazioni di parentela: Figlio del capitano Giuseppe Santini ingegnere dell’Ufficio Fiumi e Fossi di Pisa.

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica:

Biografia:
La sua attività professionale è documentata a partire dagli anni 1720 ca., con il progetto del nuovo canale parallelo a quello “dei Mulini” tra Pisa e S. Giuliano.

Produzione scientifica:
Dal 1725 fa parte, prima come aiuto e poi come ingegnere effettivo, dell’Ufficio Fiumi e Fossi di Pisa, e lavora anche per l’Ordine di S. Stefano.
Nel 1724 è a capo dei lavori presso la chiesa di S. Domenico in corso Italia a Pisa, e redige un progetto per la chiusura della Loggia dei Bianchi. Nel 1725 inizia a lavorare nell’Ufficio Fiumi e Fossi di Pisa. Nel 1731 firma una perizia su alcuni lavori presso la chiesa della Madonna dell’Acqua. Nel 1740 accompagna Pompeo Neri e Tommaso Perelli nella visita alle pianure pisane, ordinata dalla Reggenza lorenese per provvedere ad una loro organica sistemazione. Al 1741 risale la pianta delle Terme di S. Giuliano, e nello stesso anno visita con Guido Grandi la rete idrografica della pianura pisana fra l’Arno e il Serchio.

Produzione di cartografia manoscritta:
Piante dei beni dell’Ordine di S. Stefano al confine con la comunità di Perignano, 1750 ca. (ASP, Piante e disegni dell’Ordine di S. Stefano, n. 34);
Veduta di diversi profili fatti nel fosso del Mulino di Pisa che viene da Ripafratta dal Serchio in tempo che era levata l’acqua (...), con Giovanni Domenico Rinaldi, 1727 (ASF, Miscellanea di Piante, n, 616);
[Podere] nel Com. di Lavaiana L.o D.o Il Rigone e [Terreni] In Comune di Lavaiana e Gello L.o D.o La Girotta, 1732 (ASP, Piante e disegni dell’Ordine di S. Stefano, n. 29);
Plan des la chasse de Saint Rossore distant de La Ville de Pisa trois Mille du Coste du Ponent, s.d. (ASF, Piante dello Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche, 532);
Plan de territoire de Coltano appartenent a S.A.R. [...], s.d. (ASF, Piante dello Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche, 535).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Barsanti, a cura di, 1992; Barsanti, Previti e Sbrilli, 1989; Barsanti e Rombai, 1994; Guarducci e Rombai, 1999, pp. 71-109; Valentini, 1993, pp. 245-303; Nuti, 1986; Melis e Melis, 1996; Caciagli 1995; ASP, Piante e disegni dell’Ordine di S. Stefano; ASF, Miscellanea di Piante; ASF, Piante dello Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Rosamaria Martellacci

Sandrini, Andrea

Andrea Sandrini
N.
M.

Relazioni di parentela: Nipote di Raffaello Pagni o di Pagno.

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica:

Biografia:
Di origine senese, nel 1588 è capomastro dell’Ufficio dei Fossi di Pisa, poi ingegnere dei Capitani di Parte Guelfa di Firenze; lavora anche per l’Ordine di S. Stefano. La sua attività risulta documentata tra il 1588 e il 1608.

Produzione scientifica:
Nel 1588, come capomastro dell’Ufficio dei Fossi di Pisa, viene incaricato da Ferdinando I della costruzione dell’acquedotto da Asciano a Pisa, detto Fabbrica delle Fonti, che completa nel 1595. Nel 1601 viene eletto deputato del granduca, insieme con Gherardo Mechini e Cosimo Pugliani, per una perizia sul livello della Valdichiana. Nel 1607 compie diverse visite nella zona di Tirli e Pian d’Alma, presso Castiglione della Pescaia. Proprio sul confine con il principato di Piombino, progetta la riduzione del torrente Alma a canale navigabile, da utilizzare per l’esportazione dei prodotti forestali.

Produzione di cartografia manoscritta:
Percorso dell’acquedotto mediceo da Asciano a Pisa, 1591-95 (attribuita, ASP, Piante dell’Ufficio Fiumi e Fossi, n. 6a);
Sorgenti e tratto iniziale dell’Acquedotto di Asciano, 1590 ca. (attribuita, ASP, Piante dell’Ufficio Fiumi e Fossi, n. 6b);
Carta della tenuta del feudo di Camposervoli, 1608 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 370);
Pianta della fattoria della Fonte al Ronco, 1608 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 113/a);
L’altra parte della Fattoria di Montecchio che seguita in verso a Valiano, 1608 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 113/b);
Livello della Valdichiana a dì 4 ottobre 1601, con Carlo Maderno, Giovanni Paolo Maggi, Girolamo Rinaldi, Gherado Mechini, Cosimo Pugliani (SUAP, RAT, 261/a);
Pianta del castello di Montecchio, 1600 (ASF, Piante dello Scrittoio delle RR. Possessioni, n. 434);
La confinazione in Pian d’Alma, 1607 (ASF, Piante dello Scrittoio delle RR. Possessioni, f. 645, t. 1, n. 39).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Archivio di Stato di Firenze, 1991; Barsanti, 1987; Barsanti, 1984; Barsanti, 1992; Barsanti e Rombai, 1986; Guarducci e Rombai, 1999, pp. 71-109; Orefice, 1996; Rombai, 2003; Rombai, 1995; Rombai, 1993; Rombai, 2001; Toccafondi e Vivoli, 1993; Valentini, 1993; ASP, Piante dell’Ufficio Fiumi e Fossi; ASF, Miscellanea di Piante; ASF, Piante dello Scrittoio delle RR. Possessioni; ASF, Scrittoio delle RR. Possessioni; SUAP, RAT.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Rosamaria Martellacci

Sambucus, Johannes

Johannes Sambucus
N. Nagyskombat 1531
M. Vienna 1584

Relazioni di parentela:

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Medico

Biografia:

Produzione scientifica:
Medico e storico. Possedeva una ricca biblioteca dalla quale proveniva la carta «Fori Iulii accurata descriptio» per lungo tempo a lui attribuita. Pubblicò Dioscoridis libri VIII, graece e latine (1549)

Produzione di cartografia manoscritta:

Produzione di cartografia a stampa:
• [Carta dell’Illirico «Illyricum »], in Theatrum orbis terrarum di A. ORTELIUS, Aegidius Radaeus, Anversa, 1575, tav. 54

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
DI DONATO M., a.c.d., Le carte salvate. Piante e stampe storiche restaurate della Biblioteca Civica “Joppi” di Udine, Udine, 1993, pp.50-53, n.6
LAGO L., Imago mundi et Italiane: la versione del mondo e la scoperta dell’Italia nella cartografia antica, Trieste, 1992, II, p.317
LAGO L., Theatrum Adriae, Trieste, Ed. Lint, 1989, p.261, n.148
LAGO L. - ROSSIT C., Theatrum Forii Iulii. La Patria del Friuli ed i territori finitimi nella cartografia antica sino a tutto il sec. XVIII, Trieste, Ed. Lint, 1988, vol. I, pp.142-143, p.153-154, tav. LXII, 167
LAGO L. - ROSSIT C., Descriptio Histriae, Trieste, Ed. Lint, 1981, pp.108-111, tav.LII
CUCAGNA A., Il Friuli e la Venezia Giulia nelle principali carte geografiche regionali dei secoli XVI, XVII e XVIII. Catalogo ragionato della Mostra storica di cartografia, “Atti del XVIII Congresso Geografico Italiano”, Vol. III, Trieste, 1964, pp.66-68, n. 26, pp. 364-365
SERENI L., Le antiche carte geografiche della regione Friuli- Venezia Giulia nella biblioteca civica di Udine, “Bollettino della Biblioteca e dei Musei Civici e delle Biennali d’arte antica”, 1962, n.1, p.19, n.7
MARUSSI A., Saggio di cartografia giuliana. Dai primordi al secolo XVIII, Trieste, 1946, p.21
ARRIGONI P. – BERTARELLI A., Le carte geografiche dell’Italia conservate nella raccolta delle stampe e dei disegni: catalogo descrittivo, Milano, 1930, p.184, n.1674
ALMAGIÀ R., Monumenta Italiae Cartographica, Firenze, I.G.M.,1929, p.34a
BAGROW L., Abrahami Ortelii Catalogus Cartographorum, Gotha, 1928,II, pp.49-52
MARINELLI O., I monti del Friuli nelle più antiche carte geografiche stampate della regione, in “Alto”, XIII (1902), p.46
MARINELLI G., Saggio di cartografia della regione veneta, “Monumenti Storici pubblicati dalla R. Deputazione Veneta di storia Patria”, vol. VI, serie IV, Miscellanea, vol. I, Venezia, 1881, p.116, n. 570, p.128, n. 612

Rimandi ad altre schede: Aegidius Radaeus

Autore della scheda: Anonimo

Salvetti, Giuseppe

Giuseppe Salvetti
N.
M.

Relazioni di parentela:

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Ingegnere e architetto granducale

Biografia:
Almeno dal 1770 e per circa un ventennio fu il capo ingegnere e quindi fu al vertice della burocrazia tecnica dello Stato lorenese. In tale veste fu anche il principale collaboratore – con tanto di autonomia che non di rado si tradusse in posizione critica – dei vari matematici che svolsero il ruolo di coordinatori delle politiche territoriali granducali, come Tommaso Perelli e Leonardo Ximenes, Pietro Ferroni, Pio Fantoni e Vittorio Fossombroni.
Il granduca Pietro Leopoldo nelle sue Relazioni lo definì alla fine degli anni ‘80 "uomo di sufficiente abilità" ed "onesto", ma che si dimostrava poi "lento e comodo nelle sue commissioni", eseguendo "i suoi lavori con troppo lusso e magnificienza" e fidandosi " dei suoi giovani e capimaestri, per i quali ha delle preferenze e le spese crescono a dismisura" (Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, 1969, I, pp. 81 e 125).
Fra i suoi allievi viene ricordato l'ingegnere fiorentino Gaspero Pampaloni.

Produzione scientifica:
Nell’impossibilità di elencare tutti gli incarichi che lo videro protagonista, si ricordano almeno quelli principali.
Nel 1766-68 fu in Valdichiana con il collega Angelo Maria Mascagni per progettare la colmata a sinistra del Canale Maestro tra il Callone di Toscana e il Ponte di Valiano, poi eseguita col matematico Pietro Ferroni nel 1771-72 (Barsanti e Rombai, a cura di, 1994, p. 174).
Nel 1769, sempre in Valdichiana, collaborò con Tommaso Perelli (insieme a Bombicci e Veraci) per elaborare – contro il piano di Ximenes contrario al proseguimento delle colmate e favorevole allo sbassamento della Chiusa dei Monaci per consentire almeno il parziale prosciugamento naturale della valle – un progetto minimale incentrato sulla ripulitura del Canale Maestro, il miglioramento delle confluenze nel Canale dei suoi tributari e il rifacimento ad una sola arcata dei Ponti di Arezzo. Nell’occasione, disegnò il Profilo della livellazione del Canal Maestro della Chiana dalla Pescaia dei Monaci della Badia di S. Flora e Lucilla della Città di Arezzo fino al Callone fatta nel mese di Giugno dell’anno 1769 nell’occasione della Visita del Matt.co Tommaso Perelli dall’Ing.re Salvetti, poi inciso da Giovanni Canocchi nel 1789 nelle Memorie del Fossombroni (Barsanti e Rombai, 1986, p. 101; e Di Pietro, 2005, pp. 123-124).
Il 21 gennaio 1768, con A. Tosi, redasse una Relazione ai Deputati sopra le Strade sul tratto Incisa-Malafrasca di Levane della via Aretina in corso di costruzione come arteria rotabile; sempre per questa importante direttrice nel 1770 stese una memoria progettuale per il nuovo tratto tra Levane ed Arezzo per Pratantico (in ASF, Segreteria di Finanze ante 1788, f. 867, ins. 1770; Sterpos, 1977, pp. 3 e 13; Pieri, 1997, pp. 74-75 e 88).
Nel 1771, stese insieme al padre Vestrini una perizia sui torrenti Cilone, Vingone e Biguerro che – con provenienza dalla Val di Chio – rendevano difficile il travaso delle acque nel Canale Maestro a seguito della loro abnorme opera di deposito alluvionale (Di Pietro, 2005, p. 125), e il 23 dicembre dello stesso anno scrisse una Memoria sulle Maremme per il granduca Pietro Leopoldo, in previsione o a consuntivo di una visita sovrana nell’area (SUAP, RAT, Petr Leopold, ms. 7, cc. 512r-525r: Bonelli Conenna, a cura di, 1997, p. 29).
Nel 1772 redasse relazioni e progetti preliminari per la rifondazione dei Bagni di Montecatini (Cresti, 1984, pp. 12 ss.).
Nel 1774 operò con Ximenes per ricercare la linea migliore onde tracciare la nuova strada Modenese sui tornanti che dal ponte del Sestaione conducono al valico di Boscolungo poi Abetone, e fu proprio la proposta Salvetti (ASF, Segreteria di Finanze ante 1788, f. 1087, minuta della relazione Salvetti del 23 maggio 1774) ad essere approvata dal granduca (Tognarini, a cura di, 1990, pp. 130-131; e Sterpos, 1977, p. 7). Con lo stesso scienziato gesuita, tra il 1773 e il 1783, provvide ad ammodernare la strada Lucchese in Valdinievole e a progettare e costruire la Traversa della Valdinievole tra la Lucchese a Borgo a Buggiano e la Pisana alle Fornacette (Rombai e Romby, 1988, p. 18).
Nel 1775 fu inviato nella Maremma Grossetana, con altri deputati (tra cui Ferroni) per verificare lo stato della bonifica condotta da quasi un decennio nel comprensorio della grande zona umida di Castiglione della Pescaia da Leonardo Ximenes; l’ingegnere collaborò con il matematico per la redazione nell’anno seguente di alcune delle memorie rimaste inedite (quella d’insieme Visita generale della Provincia Inferiore di Siena, e le tematiche Memoria sopra i laghi e paludi sparsi nei vari territori tanto della Maremma Senese, quanto ancora degli Stati adiacenti, e Relazione sopra le paludi adiacenti alla Città di Massa Marittima) e delle manoscritte carta della pianura di Grosseto e del corso del fiume Bruna del 1776 (ASF, Segreteria di Finanze ante 1788, f. 749, Memorie, con le figure alle cc. 1-2).
Tra il 1777 e il 1779 tornò ad occuparsi della Strada Aretina: il 17 novembre 1777 fu incaricato di visitare il territorio e di approntare – come fece – la cartografia necessaria che, esaminata dal granduca, il 25 agosto 1778 valse all’approvazione dei lavori che dovevano essere ultimati nel 1787 (Pieri, 1997, pp. 74-75 e 88).
Negli stessi anni stese anche la Relazione sulla Strada Aretina in preparazione della visita sovrana in Romagna e Valdichiana (SUAP, RAT, Petr Leopold, ms. 15, cc. 142r-150r: Bonelli Conenna, a cura di, 1997, p. 35) e altre memorie con piante per la costruzione della via della Valdichiana nel tratto Arezzo-Cerro-Ponte a Chiani (Sterpos, 1977, p. 14), e – mentre accompagnava il granduca, a Torrita, il 9 settembre 1777 – redasse anche una memoria sulla Chiana insieme a Cini (SUAP, RAT, Petr Leopold, ms. 18, cc. 979r-986r: Bonelli Conenna, a cura di, 1997, p. 38).
Nel 1778 – nell’occasione della visita in Valdichiana di Pietro Leopoldo – dovette ricevere la censura sovrana per i lavori idraulici che aveva diretto negli ultimi anni e che per l’esigente principe non erano stati eseguiti a regola d’arte anche per “l’indolenza” del capo ingegnere (Barsanti e Rombai, 1986, p. 102).
Ma la fiducia sovrana nei confronti del tecnico non dovette venir meno se proprio nel 1778 quest’ultimo venne incaricato dallo stesso Pietro Leopoldo di collaborare con Leonardo Ximenes nell’esame dei vari percorsi (ideati dal matematico Pietro Ferroni) per la costruzione della strada rotabile (oppure anche di una nuova e agevole idrovia) tra la Valdinievole e il porto di Livorno che in qualche modo doveva mettere la via Modenese in rapporto con lo scalo labronico in modo più veloce, evitando cioè il nodo di Firenze e il corso dell’Arno (Tognarini, a cura di, 1990, p. 19); se il 20 e 27 luglio dello stesso anno si occupò delle condizioni della via Pistoiese nei due rami per Prato e per Poggio a Caiano (Sterpos, 1977, p. 6); e se il 28 novembre dello stesso anno redasse una memoria sui ponti della Cecinella, delle Fornacette e di Pontedera sulla via Pisana (Sterpos, 1977, p. 4).
Del resto, sempre nel contesto territoriale chianino si occupò anche di questioni confinarie, realizzando nel 1778 la Pianta della confinazione concordatata fra i deputati pontifici e toscani l'anno 1777... (in diverse copie in ASF, Miscellanea di Piante, n. 541; e anche in ASS, Piante dei Quattro Conservatori, nn. 245-246 e 264-266), con il matematico Pietro Ferroni per la Toscana e il matematico Francesco Maria Gaudio e l'ingegnere Francesco Tiroli per lo Stato della Chiesa; e nel 1779 disegnò la Pianta del Lago Trasimeno... e Pianta della campagna che si estende dal Lago Trasimeno... (in SUAP, RAT 248 e 250), copiate da due disegni originali di Andrea Chiesa (fatti in occasione della formazione dell'Estimo di Perugia), sottoscritte dal Salvetti e da Ferroni (per la Toscana) e dai tecnici di parte pontificia, vale a dire il canonico Pio Fantoni (matematico del Papa) e Pietro Paolo Qualeatti (ingegnere pontificio).
Nel 1778 redasse con Ferroni una memoria sulla via Lauretana (SUAP, RAT, Petr Leopold, ms. 22, cc. 159r-173v: Bonelli Conenna, a cura di, 1997, p. 42).
Nel 1779 fece con Ximenes la visita delle strade e dei canali della Valdinievole e della Valdichiana
(Barsanti e Rombai, a cura di, 1994, passim). In quello stesso anno, in Valdichiana diresse l’escavazione di un nuovo canale dal Callone di Valiano al chiaro di Montepulciano che produsse il rapido prosciugamento delle Chiarine, con conseguente costruzione di un altro canale unente i due chiari di Montepulciano e di Chiusi (Di Pietro, 2005, p. 129).
Nel 1780 fece nuovamente parte della deputazione di tecnici e funzionari che, in Valdichiana, nell’area di confine fra Granducato e Stato Pontificio, doveva provvedere, e provvide, alla stipulazione del concordato definitivo fra i due Stati, sotto la direzione scientifica dei due matematici Pietro Ferroni per la Toscana e Pio Fantoni per il papa. Tra l’altro, Salvetti fu successivamente incaricato con Ferroni di redigere il regolamento per l’apertura del Callone di Valiano (Barsanti e Rombai, a cura di, 1994, p. 174; e Di Pietro, 2005, pp. 129-130).
Non è da dimenticare che contemporaneamente, tra il 1778 e il 1781, Salvetti dovette assistere ai lavori di costruzione della strada regia della Valdichiana (detta Cassia) tra Firenze e lo Stato Pontificio, che era stata progettata dallo stesso ingegnere (Di Pietro, 2005, p. 131).
Nel 1780-85 fu nuovamente in Valdichiana col matematico Ferroni e con suoi allievi per eseguire le colmate in Val di Tresa e alle Bozze di Chiusi (Barsanti e Rombai, a cura di, 1994, p. 174).
Tra ottobre e novembre 1781 preparò il piano di rilevamento topografico dei beni fondiari e insediativi delle quattro fattorie lorenesi di Pitigliano, Sorano, San Giovanni alle Contee e Castell’Ottieri, come operazione propedeutica all’alienazione del vasto patrimonio pubblico disposto con mp del 2 maggio 1781, poi effettuata da quattro giovani ingegneri granducali Camillo Borselli, Antonio Capretti, Stefano Diletti e Salvatore Piccioli, allievi del matematico Pietro Ferroni: le prescrizioni per tale lungo lavoro furono infatti date da Salvetti, in forma di redazione di mappe alla “medesima scala degli Estimi”, cioè del catasti geometrici che dal 1780 in poi si stavano realizzando, a titolo sperimentale, in varie Comunità del Fiorentino (Valdinievole e Montagna Pistoiese) e del Senese (Rombai, 1982, p. 19).
Nel 1783 era responsabile della direzione dei lavori per la costruzione del nuovo Cimitero Suburbano di Pisa.
Tra il 1784 e il 1787 operò per conto dell'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, eseguendo le piante di edifici posti in Firenze, facenti parte dei beni dell'Ordine: Baliato di Cortona Gangiotti-Rinaldi (1784, disegni realizzati in collaborazione con Giovanni Franceschi e Gaetano Bercigli) e Baliato di Cortona Giugni (1787, in collaborazione con Giovanni Franceschi e Giuseppe Manetti) (in ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 4498, inss. 14 e 20).
Nel 1782, Salvetti ebbe la direzione dei lavori del primo tratto Pontassieve-Ponticino di San Godenzo della nuova via di Romagna (Sterpos, 1977, p. 33), che però fu ultimata nel tratto di valico verso la Romagna soltanto negli anni ‘30 del XIX secolo, con l'apertura del passo del Muraglione. Nel 1787, progettò la strada fra le comunità di Montepulciano, Sarteano e Chianciano (Barsanti e Rombai, a cura di, 1994, pp. 166 e 171), ed ebbe l’incarico di affiancare Pietro Ferroni nell’impegnativa esplorazione della dorsale appenninica per poter scegliere il tracciato migliore ove indirizzare la via di Romagna (Sterpos, 1977, p. 33).
Contemporaneamente, egli si occupò del progetto e dei lavori di riadattamento della Strada Lauretana, importante direttrice di collegamento fra Siena e la Valdichiana. Già il 17 novembre 1773, Salvetti indirizzò al granduca una memoria d’insieme in cui suggeriva il restauro della vecchia e malmessa via, dotandola però di un ponte in muratura in luogo del guado sul fiume Arbia a Taverne d’Arbia; la proposta fu accolta e l’anno successivo cominciarono i lavori che si trascinarono per molti anni e poterono completarsi solo nel 1788, dopo che il capo ingegnere fu affiancato dal matematico Ferroni (Sterpos, 1977, pp. 7 e 27-30).
Sempre nel 1785 ebbe l'incarico di trasformare il soppresso monastero fiorentino di San Jacopo a Ripoli (in Via della Scala) in conservatorio per nobili fanciulle (Conservatorio delle Montalve); nel 1787 progettò invece nuove soluzioni per l'Ospedale di S. Bonifazio sempre a Firenze.
Ancora nel 1785, la committenza granducale richiese un progetto per la nuova fabbrica della fattoria delle Cascine; all'invito risposero Gaspero Maria Paoletti e Giuseppe Manetti (allora ventiquattrenne); nel 1787 fu scelto, in seguito a pesanti correzioni, il progetto di quest'ultimo a patto che al giovane architetto fosse affiancato nella messa in opera dal più esperto Salvetti.
Nel 1786 circa progettò la realizzazione di un fosso regolatore ad uso di alcuni mulini nella piana tra Anghiari e Sansepolcro, lavoro approvato con decreto granducale del 23 maggio 1786 ed eseguito sotto la direzione dell'ingegnere Anastasio Anastasi/Anastagi.
Nei mesi di aprile e maggio 1788 accompagnò il matematico Fantoni in un’accurata visita della pianura di Grosseto per verificare lo stato della bonifica ximeniana che dal 1781 era diretta – con vari correttivi soprattutto a favore delle colmate – dal matematico Ferroni (Salvadori, 1994, p. 207): nell’occasione, progettò lavori di restauro e perfezionamento al monumentale acquedotto di Castiglione costruito pochi anni prima da Ximenes (Barsanti, 1984, p. 140).
Sempre nel 1788, affiancò Pietro Ferroni nella redazione della grande Pianta che dimostra l’andamento dei principali Fiumi e Fossi e Strade di tutta la Val di Chiana (ASF, Camera delle Comunità e Luoghi Pii, f. 1548) (Rombai, 1987, p. 314).
Nel 1789, si occupò del progetto del ponte sul fiume Serchio a Ponte a Serchio con relativa variante della via da Pisa per Pietrasanta (Sterpos, 1977, p. 19).

Produzione di cartografia manoscritta:
Pianta del Palazzo Portinari-Salviati in Firenze, con Gaspero Maria Paoletti, 1768 circa (AS, Buste I, n. 129, fasc. 18);
Pianta topografica generale del Lago di Castiglione, con Pietro Ferroni, 1776 (ASF, Segreteria di Finanze ante 1788, f. 749, c. 1);
Pianta d’una porzione del corso del Fiume Bruna, con Pietro Ferroni, 1776 (ASF, Segreteria di Finanze ante 1788, f. 749, c. 2);
Valdichiana – Pianta della confinazione concordatata fra i deputati pontifici e toscani l'anno 1777..., con il matematico Pietro Ferroni per la Toscana e il matematico Francesco Maria Gaudio e l'ingegnere Francesco Tiroli per lo Stato della Chiesa, 1778 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 541; e ASS, Piante dei Quattro Conservatori, nn. 245-246 e 264-266);
Pianta del Lago Trasimeno... e Pianta della campagna che si estende dal Lago Trasimeno..., 1778, copiate da due disegni di Andrea Chiesa, con Pietro Ferroni (per la Toscana) e con il canonico Pio Fantoni e Pietro Paolo Qualeatti per lo Stato della Chiesa (SUAP, RAT 248 e 250);
Piante di edifici in Firenze dell'Ordine di Santo Stefano: Baliato di Cortona Gangiotti-Rinaldi (1784, con Giovanni Franceschi e Gaetano Bercigli) e Baliato di Cortona Giugni (1787, con Giovanni Franceschi e Giuseppe Manetti) (ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 4498, inss. 14 e 20);
Pianta del Fiume Cecina con alcuni ripari da costruire, seconda metà del XVIII secolo (ASF, Miscellanea di Piante, n. 629);
Pianta topografica del territorio appenninico al confine fra Toscana e Contea di Castiglione de' Pepoli, con l'ingegnere deputato della Contea Domenico Marsi Viaggi, seconda metà del XVIII secolo (ASF, Miscellanea di Piante, n. 499);
Pianta che dimostra l’andamento dei principali Fiumi e Fossi e Strade di tutta la Val di Chiana, con Pietro Ferroni (attrib.), 1788 (ASF, Camera delle Comunità e Luoghi Pii, f. 1548).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, 1969, I, pp. 81 e 125; Sterpos, 1977, passim; Barsanti e Rombai, 1986, pp. 101-102 e 174; Rombai e Romby, 1988, p. 18; Cresti, 1984, pp. 12 ss.; Cresti, 1987, pp. 159-167; Rombai, Toccafondi e Vivoli, 1987, pp. 378, 390, 417; Rombai, 1982, p. 19; Rombai, 1987, p. 314; Karwacka Codini e Sbrilli, 1987, pp. 37-42; Tognarini, a cura di, 1990, pp. 19 e 130-131; Vichi, 1990, pp. 54-56; Barsanti, 1984, p. 140 e figg. 53-54; Barsanti, 1991, pp. 186 e 189; Archivio di Stato di Firenze, 1991, pp. 342-349; Vivoli, 1992, p. 75; Barsanti e Rombai, a cura di, 1994, passim; Salvadori, 1994, p. 207; Melis, 1996, p. 261; Bonelli Conenna, a cura di, 1997; Pieri, 1997, pp. 74-75 e 88; Di Pietro, 2005, pp. 123-131; ASF, Segreteria di Finanze ante 1788; ASF, Miscellanea di Piante; ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano; ASS, Piante dei Quattro Conservatori; AS; SUAP, RAT, Petr Leopold, ms. 7, cc. 512r-525r; ms. 15, cc. 142r-150r; ms. 18, cc. 979r-986r.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Leonardo Rombai

Salvagnoli Marchetti, Antonio

Antonio Salvagnoli Marchetti
N. Empoli 13 agosto 1810
M. Empoli 28 luglio 1878

Relazioni di parentela: Nacque ad Empoli il 13 agosto 1810 dal dottor Cosimo, appartenente ad una delle più antiche famiglie di quella cittadina, ove il nostro morì il 28 luglio 1878.

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Medico ispettore sanitario della Maremma.

Biografia:

Produzione scientifica:
E’ autore di due memorie a stampa sulla Maremma nel 1845-46 contenenti entrambe una figura tematica, la Carta sanitaria della Provincia di Grosseto, con l’indicazione mediante velature di colore della diffusione territoriale più o meno grave della malaria. La seconda opera presenta pure un’importante – perché aggiornata in fatto di contenuti topografici – Carta geografica della Provincia di Grosseto estratta dalla Carta geometrica della Toscana, rettificata ed accresciuta di notizie sui recenti miglioramenti fino al 1845.
Queste due sue memorie hanno un’impostazione non solo sanitaria ma più in generale geografico-umana e statistica (Rombai, 1989, p. 123).
Tra il 1842 e il 1868, Salvagnoli Marchetti scrisse pure – con loro pubblicazione nella “Continuazione degli Atti dell’Accademia dei Georgofili” e nel “Giornale Agrario Toscano” – decine di memorie sui problemi agrari e più in generale economici e ambientali della Maremma (Rombai, 1980).
Nel 1847, si occupò anche del complesso problema della bonifica e del risanamento del Padule di Scarlino e della bassa Val di Pecora con una memoria inedita del 26 aprile, intitolata Osservazioni sul Padule di Scarlino dedicate a S. A. R., ove tra l’altro suggerisce il modo di dividere e sistemare il terreno già prosciugato per la sua messa a coltura in “grandi campi larghi almeno Braccia 200, delimitati da regolari scoline e da piantate di pioppi; le Osservazioni sono corredate di una bella carta topografica dell’area (ASF, Segreteria di Gabinetto Appendice, f. 182, inss. 9 e 18) (Azzari e Rombai, 1986, p. 124).
A partire dall’aprile 1859, con il nuovo Governo Provvisorio guidato da Bettino Ricasoli, Salvagnoli Marchetti coadiuvò il matematico Gaetano Giorgini nella bonifica maremmana, con opere volte ad applicare ponti cateratte agli emissari dei paduli maremmani da San Vincenzo al Chiarone.
Per la prima volta, i lavori investirono l’Orbetellano, con la chiusura dell’emissario della Peschiera di Fibbia nella laguna di Orbetello, con l’escavazione del fosso Bentegodi e del fosso Primo, e con l’apertura di un nuovo canale parallelo al Tombolo di Burano per essiccare le piccole zone umide retrodunali di Macchiatonda e della Tagliata.
I risultati non furono pari alle attese, e Giorgini e Salvagnoli Marchetti dovettero difendere il loro operato con vari rapporti editi nel 1859 e nel 1860.
Il Rapporto al governo toscano del 1859 contiene le due tavole Padule di Castiglione e sue adiacenze nel 1859 dell’I. e R. Laboratorio e Carta geografica della Provincia di Grosseto estratta dalla Carta geometrica della Toscana, rettificata ed accresciuta di notizie sui recenti miglioramenti fino al 1859, oltre alla ximeniana Carta topografica generale del Lago di Castiglione e sue adiacenze fino alla radice de’ Poggi utilizzata nel 1788 da Pio Fantoni per illustrare la sua Memoria idraulica sulla pianura di Grosseto.
Il Rapporto del 1860 contiene invece tre carte topografiche in scala 1:100.000 relative ad altrettante sezioni del territorio costiero maremmano tra Livorno e il Fiora fatto oggetto di bonifica.
Saggio illustrativo le tavole della statistica medica delle Maremme Toscane compilate per ordine di S.A.I. e R. il Granduca di Toscana. Secondo biennio 1842-43 e 1843-44, Firenze, Le Monnier, 1845;
Memorie economico-statistiche sulle Maremme Toscane con appendice e due carte topografiche, Firenze, Le Monnier, 1846;
Saggio di studi storici sul Bonificamento delle Maremme, Firenze, Galileiana, 1850.
Rapporto a Sua Eccellenza il Presidente del Regio Governo della Toscana sul Bonificamento delle Maremme Toscane dal 1828-29 al 1858-59, Firenze, Tip. delle Murate, 1859;
Rapporti a Sua Eccellenza il Governatore Generale della Toscana sulle operazioni idrauliche ed economiche eseguite nel 1859-60 nelle Maremme Toscane, Firenze, Tip. delle Murate, 1860 (scritto insieme a Gaetano Giorgini).

Produzione di cartografia manoscritta:
Carta sanitaria della Provincia di Grosseto, stampa, 1845;
Carta geografica della Provincia di Grosseto estratta dalla Carta geometrica della Toscana, rettificata ed accresciuta di notizie sui recenti miglioramenti fino al 1845, stampa, 1846;
Carta topografica manoscritta del Padule di Scarlino con il modo di dividere e sistemare il terreno già prosciugato per la sua messa a coltura, 1847 (ASF, Segreteria di Gabinetto Appendice, f. 182, ins. 18);
Padule di Castiglione e sue adiacenze nel 1859, stampa, 1859;
Carta geografica della Provincia di Grosseto estratta dalla Carta geometrica della Toscana, rettificata ed accresciuta di notizie sui recenti miglioramenti fino al 1859, stampa, 1859;
Tre carte topografiche di altrettante sezioni del territorio costiero maremmano tra Livorno e il Fiora, stampe, 1860.

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Barsanti, 1984; Azzari e Rombai, 1986, p. 124; Rombai, 1980, pp. 106 ss.; Rombai, 1989, p. 123; Pertempi, a cura di, 990, p. 50; Barsanti e Rombai, 2004; ASF, Segreteria di Gabinetto Appendice.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Leonardo Rombai

Salamone, Juan Antonio

Juan Antonio Salamone
N. Napoli 1537
M. 8 luglio 1583

Relazioni di parentela:

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica:

Biografia:
Nacque intorno al 1537, forse a Napoli e morì il 9/7/1583.
A lui si deve il progetto della porta Nuova di Palermo. Nel 1574 diviene Ingegnere del Regno. In questa veste, nel 1576, fece una relazione sullo stato delle fortificazioni di Siracusa, che giudicò antiquate, ritenendo necessaria l’eliminazione del castello Marchetti, sull’istmo, per una maggiore possibilità di manovra delle artiglierie. Nel 1576 progettò la ristrutturazione delle difese di Milazzo, che era stata assalita da Dragut nel 1544 e nel 1563. Nel 1577 lavorò alle strutture difensive di Trapani e alla tonnara di Bonagia. A Palermo, nel 1579, attese ai lavori delle Regie Fabbriche e a quelle del tribunale dell’Inquisizione di Piazza Marina. Nel 1580 lavorò al molo di Mazara e nel 1581 alle mura di Trapani e al Castello a mare di Palermo. Nel 1583 elaborò i progetti per le fortificazioni di Favignana , di Marittimo e del Forte Colombara di Trapani.
Della sua produzione cartografica rimane una tavola raffigurante Milazzo, conservata presso il Gabinetto dei Disegni e Stampe degli Uffizi. Firenze.

Produzione scientifica:

Produzione di cartografia manoscritta:

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
FILANGERI C., Aspetti di gestione ed aspetti tecnici nell’attuazione architettonica di Palermo durantw il Viceregno di M.A.Colonna (1577-1584), in R.CALANDRA (a cura di), Contributi al restauro architettonico e ambientale. Palermo, 1978
DUFOUR L., Atlante storico della Sicilia. Siracusa, Ediprint, 1987, pp.157.
DI MATTEO S., La Porta Nuova di Palermo. Palermo, Giada,1990.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Corradina Polto

Sacco, Federico

Federico Sacco
N. Fossano 5 febbraio 1864
M. Torino 2 ottobre 1948

Relazioni di parentela: Figlio di Giuseppe Sacco e di Faustina Quaglia.

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica:

Biografia:

Produzione scientifica:
Il periodo di maggiore attività di ricerca sul terreno, e la conseguente produzione di studi dettagliati corredati di carte, è compreso tra il 1884 e il primo ventennio del 1900. Molte carte sono allegate ad articoli o memorie, altre comparvero isolate e pubblicate a cura dello stesso Sacco. Nei quindici anni tra il 1884 e il 1900 Sacco pubblicò 62 carte - a piccola e grande scala - geologiche o tematiche, come quelle glaciologiche con descrizione dei grandi apparati morenici delle principali vallate della Alpi e quelle di geologia applicata, relative a frane, pozzi, progetti di tracciati ferroviari e di canali navigabili. Gli studi più numerosi e dettagliati riguardano il Piemonte, in particolare il bacino terziario, e la Val Padana, ma l’attenzione venne anche rivolta al rilevamento di estese aree dell’Appennino settentrionale e centrale. I rilevamenti di Federico Sacco furono la base per la prima edizione di più di 30 fogli della Carta Geologica d’Italia alla scala 1: 100 000.

Produzione di cartografia manoscritta:
Circa 2000 carte manoscritte, autografe, con rilevamenti di campagna, ricche di osservazioni, disegni, correzioni topografiche, alla scala 1:25.000, 1.50.000, 1:100.000. Biblioteca del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, Fondo Lange.


Produzione di cartografia a stampa:
1884
Schizzo delle acque fluviali nell’alta valle Padana in L’alta valle Padana durante l’epoca delle terrazze in relazione col contemporaneo sollevamento della circostante catena Alpina-Appenninica. Atti R. Acc. Sc. Torino, 19: 795-816, carta geologica alla scala 1: 250.000.

1885
(in collaborazione con M. Baretti). [Carta geologica e carta dei depositi glaciali] scala 1:100.000, in “Il Margozzolo”. Boll. Club Alpino Italiano , Torino, 1884, 18(51): 65-151.
[Carta geologica] scala 1:25.000 in Nuove caverne ossifere e non ossifere nelle Alpi Marittime. Boll. Club Alpino Italiano, Torino, 1884, 18(51): 231-248.
[Carta geologica] scala 1:25.000, in Sull’origine delle vallate e dei laghi alpini in rapporto coi sollevamenti delle Alpi e coi terreni Pliocenici e Quaternari della Valle Padana. Atti R. Acc. Sc. Torino, 20: 639-662.
[Carta geologica] scala 1:25.000 in Massima elevazione del Pliocene marino al piede delle Alpi. Atti R. Acc. Sc. Torino, 20: 828-844.
[Carta geologica] scala 1:25.000 in I Bacini torbiferi di Trana e di Avigliana. Boll. Club Alpino Italiano, Torino, 19(52): 125-141.
[Carta geologica] scala 1:50.000 in Massima elevazione dell’Eocene nelle Alpi Occidentali Italiane. Boll. Club Alpino Italiano, Torino, 19,52: 96-105.
Carta Geologica del territorio di Bene-Vagienna. scala 1:25.000, in Studio geo-paleontologico del territorio di Bene-Vagienna. Tip. Bressa, Savigliano: 1-20.

1886
Carta geologica: Fossano; scala 1:25.000, in Sulla costituzione geologica degli altipiani isolati di Fossano, Salmour e Banale. Ann. R. Acc. Agricoltura Torino, 29: 387-426.
Carta geologica: Serravalle Scrivia; scala 1:25.000.
Carta geologica: Gavi; scala 1:25.000.
Carta geologica: Spigno Monferrato; scala 1:50.000.
Carta geologica: Villalvernia e Garbagna Ovest; scala 1:25.000.
Carta geologica dell’Anfiteatro morenico di Rivoli; scala 1:25.000.

1887
[Carta geologica] scala 1:50.000, in Studio geologico dei dintorni di Voltaggio. Atti R. Acc. Sc. Torino, 22: 613-627.
Anfiteatro morenico di Rivoli, scala 1:100.000 in L’Anfiteatro morenico di Rivoli. Boll. R. Comit. Geol. It., 5-6: 141-180.
[carta geologica] scala 1:25.000, in Studio geologico dei dintorni di Guarene d’Alba. Atti R. Acc. Sc. Torino, 23: 158-174.
[Carta geologica] scala 1:25.000, in I terreni quaternari della Collina di Torino. Atti Soc. It. Sc. Naturali, Milano, 30: 17-96.
[Carta geologica] scala 1:50.000, in Il passaggio tra il Liguriano ed il Tongriano. Boll. Soc. Geol. It., 6: 503-516.
Carta geologica: Acqui, scala 1:25.000.
Carta geologica: Voltaggio Nord, scala 1:50.000.
Carta geologica: Ovada Nord, scala 1:50.000.
Carta geologica: Capriata d’Orba, scala 1:25.000.
Carta geologica: Fossano, scala 1:25.000.
Carta geologica: Nizza Monferrato e Sezzè Ovest, scala 1:25.000.
Carta geologica: Mombercelli e Canelli Nord, scala 1:25.000.
Carta geologica: Canale e Monteu Roero Est, 1: 25.000.
Carta geologica: Calamandrana, scala 1:25.000.
Carta geologica: Costigliole d’Asti, scala 1:25.000.
Carta geologica: Ceva Sud e Garessio Nord, scala 1:50.000.
Carta geologica: Cairo Montenotte Ovest, scala 1:50.000.
Carta geologica: Colli Torinesi, alla scala 1:25.000.

1888
[Carta geologica] scala 1:100.000, in Il cono di deiezione della Stura di Lanzo. Boll. Soc. Geol. It., 7,2: 135-160.
[Carta geologica] scala 1:25.000, in Studio geologico delle colline di Cherasco e della Morra in Piemonte. Boll. R. Comit. Geol. It., 3-4: 81-90.
Carta Geologica del Pliocene entroalpino di Val Sesia, scala 1:25.000, in Il Pliocene entroalpino di Valsesia. Boll. R. Comit. Geol. It., 9-10: 277-294.
[Carta geologica] scala 1:25.000, in I Colli braidesi. Ann. R. Acc. Agric. Torino, 31: 147-166.
Carta Geologica dei terreni terziari e quaternari del Biellese. scala 1:100.000, in I terreni terziari e quaternari del Biellese. Club Alpino Italiano. Sezione biellese - Tip. Guadagnini & Candellero, Torino: 1-16.
Carta geologica: Cherasco e Cervere, scala 1:25.000.

1889
[Carta geologica] scala 1:25.000, in Un coin intéressant du Tertiaire d’Italie. Bull. Soc. Belge Géol. Pal. Hydr., Bruxelles, 3: 12-28.
[Carta geologica] scala 1:25.000, in I Colli monregalesi. Boll. Soc. Geol. It., 8: 59-93.
[Carta geologica] scala 1:25.000 in Il seno terziario di Moncalvo. Atti R. Acc. Sc. Torino, 24: 562-575.
Carta geologica della conca terziaria di Varzi-S.Sebastiano, scala 1:25.000 in La conca terziaria di Varzi-S.Sebastiano. Boll. R. Comit. Geol. It., 9-10: 257-278.
Carta geologica del Bacino Terziario del Piemonte, scala 1:100.000.

1890
Carta Geologica del Bacino terziario del Piemonte con indicazioni di geologia applicata. scala 1:500.000, in Geologia applicata del Bacino Terziario e Quaternario del Piemonte. Boll. R. Comit. Geol. It., 3, 1, 3: 85-121.
Carta Geologica del Bacino Quaternario del Piemonte. scala 1:500.000 in Il Bacino Quaternario del Piemonte. Boll. R. Comit. Geol. It., 3, 1,10: 329-393.
[Carta geologica] scala 1:100.000, in Relazione geologica sopra un progetto di derivazione d’acqua dal torrente Giandone. Città di Torino. Forza Motrice: 1 19.
Esquisse Géologique du Piemont. scala 1: 500.000, in La géo-tectonique de la Haute Italie occidentale. Bull. Soc. Belge Géol. Pal. Hydr., Bruxelles, 4: 3-28.

1891
Carta geologica: L’Appennino settentrionale. scala 1:100.000 (I edizione).

1892
Carta Geologica dell’Anfiteatro morenico del Lago Maggiore. scala 1:100.000, in L’Anfiteatro morenico del Lago Maggiore. Ann. R. Acc. Agricoltura Torino, 35: 11-65.
[Carta geologica] scala 1:25.000, in Le zone terziarie di Vernasca e Vigoleno nel Piacentino. Atti R. Acc. Sc. Torino, 27: 486-492.
Carta geologica: L’ Appennino dell’ Emilia. Scala 1:100.000.

1893
Carta Geologica dell’Anfiteatro Morenico del Lago di Como. scala 1:100.000, in Gli Anfiteatri morenici del Lago di Como. Ann. R. Acc. Agricoltura Torino, 36: 369-424.
[Carta dei depositi glaciali] scala 1:500.000, in Lo sviluppo glaciale nell’Appennino settentrionale. Boll. Club Alpino Italiano. Torino, 27,60: 263-280.
Carta geologica: L’ Appennino settentrionale, scala 1:100.000 (2a edizione riveduta).

1894
Carta Geologica dell’apparato morenico del Lago d’Iseo. scala 1:100.000 in L’Apparato morenico del Lago d’Iseo. Ann. R. Acc. Agricoltura Torino, 37: 125-158.

1895
Schéma géo-tectonique des Alpes et des Apennins, scala 1:500.000, in Les rapports géo-tectoniques entre les Alpes et les Apennins. Bull. Soc. Belge Géol. Pal. Hydr., Bruxelles, 9: 33-49.
Essai de schéma orogénique de la Terre. in Essai sur l’Orogénie de la Terre. Clausen ed., Torino: 1-51.
Schema orogenetico d’Europa, scala 1:25.000.000 in Schema orogenetico dell’Europa. Cosmos, Torino, 12,2: 33-40.
Carta Geologica dell’Anfiteatro morenico del Lago di Garda. scala 1:100.000, in L’Anfiteatro morenico del Lago di Garda. Ann. R. Acc. Agric. Torino, 38: 37-88.
La Toscana centrale ed occidentale. Abbozzo di Carta Geologica. scala 1:100.000

1898
Carta Geologica degli anfiteatri morenici del Piave e dell’Astico; Carta Geologica dell’Anfiteatro morenico del Tagliamento. scala 1.100.000, in Gli anfiteatri morenici del Veneto. Ann. R. Acc. Agricoltura Torino, 41: 81-142.

1899
Carta geologica: L’ Appennino di Romagna, scala 1:100.000.

1900
Carta Geologica della Valle Padana. scala 1:800.000, in La Valle Padana. Ann. R. Acc. Agric. Torino, 43: 187-436.


Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Circa 2000 carte manoscritte, autografe, con rilevamenti di campagna, ricche di osservazioni, disegni, correzioni topografiche, alla scala 1:25.000, 1.50.000, 1:100.000. Biblioteca del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, Fondo Lange.


Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Franca Campanino

Sabellico, Marco Antonio

Marco Antonio Sabellico
N. Vicovaro 1436
M. Roma 1506

Relazioni di parentela:

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: storico

Biografia:

Produzione scientifica:
Storico umanista. Insegnante di retorica a Udine, fu anche direttore della biblioteca pubblica di Venezia. Oltre a opere di storiografia generale e veneta, scrisse anche una Storia dei patriarchi di Aquileia. Dedicò a Udine un carme in cui racconta l'origine della città.

Produzione di cartografia manoscritta:
Rerum venetarum ab urbe condita ad Marcum Barbadicum libri XXIII, Venezia 1718

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
LAGO L., Imago Italiae, la fabbrica dell’Italia nella storia della cartografia tra Medioevo ed Età Moderna, edizioni EUT, Trieste, 2002
LAGO L., Theatrum Adriae, Trieste, 1989
ZORZI, M., La Libreria di San Marco. Libri, lettori, società nella Venezia dei Dogi, Milano 1987
TATEO F., in Dizionario biografico degli italiani, 26, Roma 1982
GAETA F., Storiografia, coscienza nazionale e politica culturale nella Venezia del Rinascimento, in Storia della cultura veneta, 3,1, Vicenza 1980
MARCHETTI,G., Il Friuli. Uomini e tempi, Udine, 1979, pag. 1012.
MERCATI G., Ultimi contributi alla storia degli umanisti : fascicolo II, Città del Vaticano, Biblioteca apostolica vaticana, 1939
DELLA VENEZIA M., Sabellici carmen in munitionem Sontiacam: brevi notizie sulla permanenza di A.C. in Udine, "Studi Goriziani", 3 (1925)
MALATTIA DELLA VALLATA G., Marco Antonio Coccio Sabellico e la difesa all’Isonzo, Udine, Ediz. Della Libreria Dante, 1910
ONGARO D.- BIANCHI G., Le scuole pubbliche in Udine nel secolo XV, Udine 1885
Zeno, A. Vita Sabellici, in M.A. Sabellico, Rerum venetarum ab urbe condita ad Marcum Barbadicum libri XXIII, Venezia 1718;
DOLCE L., a. c. d., Le historie vinitiane di Marco Antonio Sabellico diuise in tre deche con tre libri della quarta deca nouamente da messer Lodouico Dolce in volgare tradotte, Venezia,1594


ZEILLER, M., Historici, chronologi, et geographi celebres, Ulma, Gerlini, 1652-1657, I, p.127; III, p. 205



LAGO, L., Theatrum Adriae, Trieste, 1989,
pp. 84-85

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Anonimo

Sabbadino, Cristoforo

Cristoforo Sabbadino
N.
M.

Relazioni di parentela:

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: topografo

Biografia:
XVI sec.

Produzione scientifica:
Ingegnere idraulico. Primo Consultore della Repubblica di Venezia per la sicurezza del regime lagunare. Incaricato nel 1545 dal Magistrato alle Acque di controllare lo stato di interramento della laguna centrale. Lavorò al progetto di un canale che facesse sfociare le acque raccolte dalla laguna orientale in un fiume fuori di quella zona.

Produzione di cartografia manoscritta:
•[Carta della laguna di Venezia], Venezia, 1547

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
ZENDRINI B., Memorie storiche dello stato antico e moderno delle lagune di Venezia, Padova, 1811, (rist. Forni 1998)
Mostra Laguna, 1984
CUCAGNA A., Il Friuli e la Venezia Giulia nelle principali carte geografiche regionali dei secoli XVI, XVII e XVIII. Catalogo ragionato della Mostra storica di cartografia, “Atti del XVIII Congresso Geografico Italiano”, Vol. III, Trieste, 1964, p. 149, p. 364

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Anonimo

Sabatini, Pasquale

Pasquale Sabatini
N. Benevento
M.

Relazioni di parentela:

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Tavolario, agrimensore e perito provisore

Biografia:
Nato a Benevento. Attivo a Benevento tra la seconda metà del XVIII e gli inizi del XIX secolo.

Produzione scientifica:

Produzione di cartografia manoscritta:

Produzione di cartografia a stampa:
- Pianta di un territorio, 1801, (ASBN, Fondo Notai,12062, f. 66)
- Pianta di un territorio, 1800, (ASBN, Fondo Notai, 12637, f. 139 v.)
- Pianta di terreni, 1814 (ASBN, Fondo Notai, 13846, f. 455)
- Pianta di un terreno, 1817 (ASBN, Fondo Notai, 13856, f. 582)

Fonti d’archivio:

Bibliografia:

Rimandi ad altre schede: Commento alle quattro piante Di grande efficacia rappresentativa sono le quattro piante di terreni agricoli, firmate dal tavolario, agrimensore e perito provisore Pasquale Sabatini di Benevento. Sfornate in successione tra il 1800 e il 1817, descrivono il paesaggio rurale del comune di Benevento a volte con la presenza di alberi ombreggianti sul terreno, a volte soltanto con nutrite didascalie. La concentrazione in un solo foglio di ben otto piante di terreni possedute dai fratelli ed eredi di Matteo Pastore del Casale dei Maccabei, oltre a testimoniare la presenza ebraica in questa zona, denuncia indirettamente la preziosità del supporto cartaceo, sfruttato in tutta la sua estensione (AVERSANO, in corso di pubblicazione). -

Autore della scheda: Vincenzo Aversano